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Abstract: . . . costituisce un vero e proprio obiettivo terapeutico nella gestione dello scompenso cardiaco (Opasich, 1998). Nonostante i progressi terapeutici degli ultimi anni, la prognosi e la qualit di vita di gran parte dei pazienti con SC resta a tuttoggi insoddisfacente. Tra i diversi fattori correlati al fenomeno delle riam- missioni non programmate in ospedale hanno un ruolo rilevante la precaria compliance alla dieta e ai medicamenti prescritti, la scarsa ottimizzazione della terapia e/o il sottodosaggio dei farmaci, liperten- sione arteriosa non controllata e altre cause intercorrenti (Ghali, 1988; Chin, 1997), oltre che un follow-up insufficiente alla dimissione. Linadeguatezza dellapproccio terapeutico . . . . . . possibile, delle ipotesi di soluzione sulle problematiche correlate alla complessit dei casi trattati. Le raccomandazioni possono costituire un riferimento utile per otte- nere risultati tangibili in termini di efficacia degli interventi, ma ancora molto c da fare. Let media dei pazienti aumenta in entrambi i sessi, mentre le conoscenze attuali si basano su studi effettuati in individui di et media, specialmente maschi. necessario disporre di ulteriori studi osservazionali e di trial clinici effettuati non in pazienti selezionati, che maggiormente corrispondano alla popolazione reale, pi frequente- mente appartenente alle fasce di et pi avanzata, al sesso femminile, spesso con funzione sistolica . . . . . . delle fosfodiesterasi Peak VO 2 Consumo di ossigeno al picco PM Pacemaker PT Tempo di protrombina 00 romane 12-06-2002, 11:20 21 Page 22 XXII LEGENDA DELLE SIGLE PTT Tempo di tromboplastina parziale PTCA Angioplastica Coronarica Transluminale Percutanea RAA Renina-angiotensina-aldosterone RAAS Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone RCIV Ritardo della conduzione intraventricolare RCTs Trial clinici randomizzati RS Ritmo sinusale SC Scompenso cardiaco SCC Scompenso cardiaco congestizio SERCA Sarcoplasmic reticulum calcium ATPase . . . . . . cardiaca , ma non sono ancora disponibili elementi di riferimento per il medico pratico che tratta pazienti complessi, frequentemente anziani, affetti da altre im- portanti malattie coesistenti, quali diabete, insufficienza renale, infezio- ni intercorrenti, stati anemici, BPCO, arteriopatia periferica, ictus, eccetera. La capacit del medico nella gestione di ogni singolo caso non dovrebbe basarsi su assiomi del tutto o nulla, ma sullo sforzo di giudizio, possibilmente personalizzato, per orientare il decision making su una medicina basata sulle prove disponibili. Per ovviare alla zona grigia di incertezza decisionale, compresa tra una procedura necessa- ria e una procedura inappropriata, i medici . . . --3000,4,375,3305,33594
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