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Abstract: . . . prossimali non sembra ridurre la mortalit nei pazienti non oncologici. Esso infatti riduce il rischio di EP a breve termine, ma associato ad un aumentato rischio di recidive a lungo termine anche nonostante un?adeguata anticoagulazione (38). L?utilizzo del filtro cavale dovrebbe essere presa in considerazione nei pazienti ad alto rischio di estensione della trombosi venosa prossimale, in cui la terapia anticoagulante sia controindicata (pazienti con sanguinamento attivo o con trombocitopenia prolungata e clinicamente importante) e/o nei pazienti con tromboembolismo ricorrente nonostante una adeguata terapia anticoagulante. La stessa indicazione va applicata anche ai pazienti oncologici. BIBLIOGRAFIA . . . . . . maggior parte dei dati derivano da studi retrospettivi oppure da studi prospettici non disegnati ad hoc per valutare l?incidenza delle manifestazioni tromboemboliche. Inoltre spesso in questi studi mancano o non sono accuratamente descritti gli eventuali altri fattori di rischio concomitanti. I meccanismi fisiopatologici alla base dell?insorgenza delle trombosi venose profonde nei tumori solidi rientrano nella cosiddetta triade di Virchow, che include le alterazioni dell?emostasi, le alterazioni della parete vasale e la stasi ematica. A questi vanno aggiunte le alterazioni funzionali e numeriche delle piastrine e dei leucociti. I pazienti neoplastici, come noto, presentano uno stato di ipercoagulabilit di base, anche in assenza di . . . . . . dati derivano da studi retrospettivi oppure da studi prospettici non disegnati ad hoc per valutare l?incidenza delle manifestazioni tromboemboliche. Inoltre spesso in questi studi mancano o non sono accuratamente descritti gli eventuali altri fattori di rischio concomitanti. I meccanismi fisiopatologici alla base dell?insorgenza delle trombosi venose profonde nei tumori solidi rientrano nella cosiddetta triade di Virchow, che include le alterazioni dell?emostasi, le alterazioni della parete vasale e la stasi ematica. A questi vanno aggiunte le alterazioni funzionali e numeriche delle piastrine e dei leucociti. I pazienti neoplastici, come noto, presentano uno stato di ipercoagulabilit di base, anche in assenza di trombosi clinicamente . . . . . . stato ad oggi dimostrato il valore predittivo di trombosi di alcuno di questi test nei pazienti oncologici. Lo scopo di queste linee guida quello di documentare le relazioni clinico-epidemiologiche fra la patologia trombotica e quella delle neoplasie solide, facendo il punto sulle acquisizioni ad oggi trasferibili nella pratica clinica, limitatamente ai seguenti aspetti: Screening per cancro occulto nei pazienti con tromboembolismo venoso idiopatico. Profilassi della trombosi venosa nei pazienti neoplastici sottoposti ad interventi chirurgici o a terapie mediche (chemioterapia, ormonoterapia). Terapia della trombosi venosa conclamata in questo tipo di pazienti. . . . --3000,4,375,3313,36946
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Trombosi profonde e tumori solidi: aspetti patogenetici, clinici e ...
da: www.aiom.it
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