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Abstract: . . . innanzitutto finalizzati al controllo di altri fattori di rischio di AOP, quali diabete mellito, ipertensione e ipercolesterolemia. Limpiego degli antiaggreganti piastrinici, e in particolare di ASA a basse dosi, pu modificare la storia natura- le dellAOP, ritardandone la progressione e la necessit di interventi di rivascolarizzazione, oltre a ridurre signi- ficativamente il rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti ad alto rischio. I farmaci proposti per il trattamento della claudicatio , quali vasodilatatori periferici, reologici o dotati di altro meccanismo dazione, non sembrano offrire benefici di grande utilit, e comunque la loro efficacia sempre inferiore a quella ottenuta con lattivit fisica. DA RICORDARE . . . . . . pazienti con improvviso peggioramento della sinto- matologia (ad esempio, riduzione della distanza per- corsa nella claudicatio ) o segni di ischemia critica delle gambe dovrebbero essere prontamente inviati dallo specialista. La rivascolarizzazione (mediante impianto di bypass o angioplastica) di solito richiesta in pazienti con ische- mia critica degli arti; tale trattamento pu prevenire lamputazione dellarto e la conseguente disabilit. Lintervento chirurgico invece raramente indicato in pazienti con sola claudicatio , in quanto sono a basso rischio di amputazione maggiore nel futuro. Bibliografia Bibliografia 1 Buflomedil (Buflan, Buflocit, Flomed, Flupress, Irrodan, Loftyl, Pirxane); Cicladelato (Ciclospamol); Diidroergocristi- na (Defluina, Diertina, Difluid); Naftidrofurile (Praxilene); Papaverina (Papaverina Houd); Piribedil (Trivastan); Raubasina (Lamuran); Xantinolo . . . . . . di fumare e non riprendere limperativo prioritario per i pazienti con tale patologia. Sessioni di esercizi fisici di 30 minuti tre volte alla settimana, svolti con regolarit sotto la direzione di esperti, migliorano significativamente la deambulazione limitata dalla claudicatio . Gli interventi farmacologici dovrebbero essere innanzitutto finalizzati al controllo di altri fattori di rischio di AOP, quali diabete mellito, ipertensione e ipercolesterolemia. Limpiego degli antiaggreganti piastrinici, e in particolare di ASA a basse dosi, pu modificare la storia natura- le dellAOP, ritardandone la progressione e la necessit di interventi di rivascolarizzazione, oltre a ridurre signi- ficativamente il rischio di infarto del miocardio e di ictus in pazienti ad alto rischio. I farmaci proposti per il trattamento della claudicatio , quali vasodilatatori periferici, reologici o dotati di altro meccanismo dazione, non sembrano offrire benefici di . . . --3000,3,500,3019,55111
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