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Abstract: . . . perch gli interventi di endoarteriectomia sono pi lunghi, tecnicamente pi complessi e con maggiori perdite ematiche. Farmaci antipiastrinici Esistono diversi trial randomizzati sull'utilizzo della terapia antipiastrinica nella prevenzione dell'occlusione in pazienti con by-pass arteriosi periferici. In due studi condotti in pazienti sottoposti a by-pass femoropoplitei con protesi vascolari sintetiche, che sono altamente trombogene, la terapia con aspirina . . . . . . vascolare femoro- popliteo dopo rivascolarizzazione con tromboendoarteriectomia sono stati infatti valutati l'effetto dell'aspirina e dell'aspirina pi dipiridamolo in uno studio (Bollinger e coll., 1985) che poneva a confronto la terapia antiaggregante piastrinica con quella anticoagulante orale (warfarin). Lo studio, pubblicato nel 1985, Page 24 risente dell'impostazione di alcuni anni fa che prevedeva l'impiego di dosi elevate . . . . . . dell'avvio preoperatorio del trattamento. Tali risultati sembrano proporre la ticlopidina come standard terapeutico nella profilassi dell'occlusione di by-pass femoro-poplitei in vena safena. Esistono inoltre dati sull'efficacia degli antipiastrinici (ASA, ASA+dipiridamolo; ticlopidina) nella protezione della tromboendoarteriectomia (TEA) femoro-poplitea (Bollinger, 1985; Castelli, 1986). Nella protezione del distretto vascolare femoro- . . . . . . si sottopongono ad angioplastica, sia coronarica che periferica. Questo in considerazione del fatto che la necessit di eseguire una PTA si pone per quei pazienti in stadio relativamente avanzato di malattia, ad alto rischio quindi di eventi tromboembolici cardiovascolari per la polidistrettualit della malattia aterosclerotica stessa. STENT INTRAVASCOLARI Il posizionamento di stent intravascolari in pazienti ad alto rischio di restenosi garantisce . . . . . . (ASA, ASA+dipiridamolo; ticlopidina) nella protezione della tromboendoarteriectomia (TEA) femoro-poplitea (Bollinger, 1985; Castelli, 1986). Nella protezione del distretto vascolare femoro- popliteo dopo rivascolarizzazione con tromboendoarteriectomia sono stati infatti valutati l'effetto dell'aspirina e dell'aspirina pi dipiridamolo in uno studio (Bollinger e coll., 1985) che poneva a confronto la terapia antiaggregante piastrinica con quella . . . . . . chirurgico di rivascolarizzazione, mentre nel post-operatorio erano trattati con aspirina (300 mg/ die) pi dipiridamolo (200 mg/die x2) per 6 settimane. I risultati di questo studio mostrano una marcata e significativa riduzione nelle occlusioni nel gruppo dei trattati con ricostruzioni protesiche, mentre si aveva solo un trend positivo nei pazienti con by-pass venosi (Clyne e coll., 1987). Un ampio trial multicentrico di I livello condotto in Gran Bretagna . . . --3000,6,250,3432,64256
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