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Abstract: . . . Marcatori di Lesione Miocardica Ricevuto l11 aprile 2002; accettato il 23 maggio 2002. Per la corrispondenza: Dr. Marcello Galvani Divisione di Cardiologia Ospedale G.B. Morgagni Piazza Solieri, 1 47100 Forl E-mail: galvanim@tin.it Linee guida La nuova definizione di infarto miocardico: analisi del documento di consenso ESC/ACC e riflessioni sullapplicabilit alla realt sanitaria italiana Marcello Galvani*, Mauro Panteghini*, Filippo Ottani*, Piero Cappelletti, Francesco Chiarella, Massimo . . . . . . Lesione Miocardica Ricevuto l11 aprile 2002; accettato il 23 maggio 2002. Per la corrispondenza: Dr. Marcello Galvani Divisione di Cardiologia Ospedale G.B. Morgagni Piazza Solieri, 1 47100 Forl E-mail: galvanim@tin.it Linee guida La nuova definizione di infarto miocardico: analisi del documento di consenso ESC/ACC e riflessioni sullapplicabilit alla realt sanitaria italiana Marcello Galvani*, Mauro Panteghini*, Filippo Ottani*, Piero Cappelletti, Francesco Chiarella, Massimo Chiariello, . . . . . . dere problematica la classificazione dei casi fatali che giungono allosservazione e decedono prima che si ab- bia laumento del marcatore biochimico o che giungono allosservazione ben dopo che il valore di picco del mar- catore stato raggiunto. In effetti, il documento sulla nuova definizione appare abbastanza confuso, e quasi contraddittorio, in quanto: 1) nella tabella III riportato che per definire la presenza di necrosi sufficiente il ri- scontro di una concentrazione massima del marcatore superiore al livello decisionale in almeno unoccasio- . . . . . . assolutamente ridondante per la diagnosi ed impedirebbe la corretta classificazio- ne di molti casi, sia precoci che tardivi. Dalla risposta a queste critiche 48 , si pu dedurre chiaramente che non era intenzione degli autori del documento richiedere lintera definizione della curva per poter porre la dia- gnosi di IM. comunque vero che una maggiore chia- rezza rispetto a questo punto sarebbe stata auspicabile. Pu essere suggerito che: 1) nel caso di utilizzo del marcatore cardiospecifico (troponina), il riscontro dellelevazione . . . . . . termine, del paziente. In assenza di dati definitivi, si pu considerare lentit dellelevazione dei marca- tori dopo intervento cardiochirurgico di qualunque tipo come un indice di qualit di conduzione del me- desimo. Conseguenze di una diversa definizione di infarto miocardico Limpiego nella pratica clinica delle troponine per- mette una valutazione del danno miocardico estrema- mente accurata, sensibile e specifica. Nel contesto di unischemia miocardica, ora possibile definire un ampio spettro di condizioni infartuali . . . --3000,5,300,3379,64021
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